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Fondo SELFIE​mployment

Al via finalmente il Fondo SELFIE​mployment intende sostenere l’avvio di nuove piccole iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo promosse da NEET, attraverso la concessione di finanziamenti agevolati senza interessi e non assistiti da alcuna forma di garanzia reale e/o di firma.

Potranno accedere al Fondo i ragazzi che hanno aderito al Programma Garanzia Giovani e concluso il percorso di formazione specialistica e di affiancamento consulenziale finalizzato all’autoimprenditorialità (misura 7.1).

Infatti SELFIEmployment è rivolto ai giovani che:

  • hanno tra i 18 e i 29 anni
  • sono Neet (Not in education, employment or training), cioè non hanno un lavoro e non sono impegnati in percorsi di studio o di formazione professionale
  • sono iscritti al programma Garanzia Giovani e hanno concluso l’accompagnamento allo startup di impresa

I giovani possono avviare iniziative di autoimpiego e di autoimprenditorialità presentando la domanda nelle seguenti forme:

  1.  Imprese individuali, società di persone, società cooperative composte massimo da 9 soci. Sono ammesse le società: costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, purché inattive non ancora costituite, a condizione che vengano costituite entro 60 giorni dall’eventuale ammissione alle agevolazioni
  2.  Associazioni professionali e società tra professionisti costituite da non più di 12 mesi rispetto alla data di presentazione della domanda, purché inattive.

Possono essere finanziate le iniziative in tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising, come ad esempio:

  • turismo (alloggio, ristorazione, servizi) e servizi culturali e ricreativi
  • servizi alla persona
  • servizi per l’ambiente
  • servizi ICT (servizi multimediali, informazione e comunicazione)
  • risparmio energetico ed energie rinnovabili
  • servizi alle imprese
  • manifatturiere e artigiane
  • commercio al dettaglio e all’ingrosso
  • trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, ad eccezione dei casi di cui all’articolo 1.1, lett. c), punti i) e ii) del Reg. UE n. 1407/2013;

Le iniziative presentate dovranno riguardare programmi di spesa inclusi tra i 5.000 e i 50.000 euro, relativi a tutti i settori della produzione di beni, fornitura di servizi e commercio, anche in forma di franchising.

I finanziamenti saranno riconosciuti tramite procedura valutativa a sportello gestita da INVITALIA.

Le domande potranno essere presentate a partire dalle ore 12.00 dell’1 marzo 2016, secondo le modalità descritte nell’Avviso​.

Saranno ben 58 i milioni di euro riservati alle iniziative proposte dai ragazzi siciliani.

Per ulteriori chiarimenti non esitare a contattarci.

INAIL: Nuovo bando per i finanziamenti a fondo perduto.

Dal 1° marzo 2016 al 5 maggio 2016 potranno essere presentate le domande per richiedere incentivi INAIL a fondo perduto pari al 65% delle spese ammesse, destinati alle imprese che intendono migliorare i livelli di salute e sicurezza sul lavoro.

Chi sono i soggetti beneficiari del bando finanziamenti INAIL 2016?

Sono beneficiari del bonus in oggetto tutte le imprese, anche in forma di ditte individuali, ubicate su tutto il territorio nazionale ed iscritte alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.

Esiste un limite minimo/massimo di investimento ammesso?

I finanziamenti previsti dal bando INAIL 2016 vengono concessi in conto capitale e sono pari al 65% dell’investimento ammesso, nel limite massimo di 130.000 euro per impresa con un contributo minimo pari a 5.000 euro.

Quali requisiti devono avere i richiedenti?

Al fine di accedere ai finanziamenti INAIL 2016 per gli investimenti in spese sulla salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, è previsto che i soggetti richiedenti soddisfino i seguenti requisiti:

  • possesso dell’unità produttiva per la quale si richiede il finanziamento nel territorio della Regione/Provincia presso cui viene fatta domanda;
  • iscrizione presso il Registro delle Imprese o all’albo degli artigiani;
  • essere nel libero e pieno esercizio dei propri diritti;
  • essere in regola con gli obblighi contributivi ed assicurativi previsti dal DURC;
  • non aver richiesto, per lo stesso progetto, altri contributi finanziari di natura pubblica salvo che si tratti di interventi pubblici di garanzia sul credito (vedi, ad esempio, quelli relativi alla legge 6625/1996);
  • rispettare le condizioni espresse dalla normativa comunitaria sugli aiuti «de minimis».

Quali sono progetti ammessi al contributo?

Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie:

  1. Progetti di investimento volti al miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori, ovvero a titolo esemplificativo:
    • Ristrutturazione o modifica di ambienti di lavoro;
    • Acquisto di macchine;
    • Acquisto di dispositivi per lo svolgimento di attività in ambienti confinati;
    • Installazione, modifica o adeguamento di impianti elettrici, antincendio, di aspirazione e ventilazione;
  2. Progetti per l’adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale, ovvero a titolo esemplificativo:
    • Adozione di sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro;
    • Adozione di un modello organizzativo e gestionale di cui all’art 30 del D.Lgs. 81/08;
    • Adozione di un modello organizzativo e gestionale conforme all’art. 30 del D.Lgs. 81/2008 e s.m.i anche secondo le procedure semplificate;
    • Adozione di un sistema di responsabilità sociale certificato SA 8000;
    • Modalità di rendicontazione sociale asseverata da parte terza indipendente;
  3. Progetti di bonifica da materiali contenenti amianto

Le imprese possono presentare un solo progetto per una sola unità produttiva, riguardante una sola tipologia tra quelle sopra indicate. Per i progetti di tipologia 2 l’intervento richiesto può riguardare tutti i lavoratori facenti capo ad un unico datore di lavoro, anche se operanti in più sedi o più regioni.

IMPRESE A TASSO ZERO

Imprese a tasso zero: ecco i nuovi incentivi per gli under 35 e per le donne

Fissati i criteri e le modalità di concessione degli incentivi a tasso zero dedicati alle donne e ai giovani tra i 18 e i 35 anni di età che vogliono creare nuove imprese.

Si tratta di nuove agevolazioni, che puntano a sostenere, in tutta Italia, la nascita e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile: finanziamenti senza interessi, per progetti di investimento fino a 1,5 milioni di euro.

I progetti possono riguardare la produzione di beni nei settori dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli o servizi, in tutti i settori, compresi il commercio e il turismo.

Particolare rilevanza è riservata alle attività di innovazione sociale, a quelle legate alla filiera turistico-culturale, alle iniziative di valorizzazione del patrimonio culturale e ambientale.

Possono presentare domanda di accesso alle agevolazioni le imprese costituite al massimo da 12 mesi.

I programmi di investimento approvati saranno finanziati con un mutuo agevolato a tasso zero della durata massima di 8 anni e di importo massimo  pari al 75% delle spese ammissibili. Le imprese dovranno quindi garantire la copertura finanziaria della restante parte del programma di investimento con risorse proprie.

Gli investimenti dovranno essere realizzati entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento con Invitalia.

Per la presentazione delle domande di agevolazione, si dovrà attendere il prossimo provvedimento del  Ministero dello sviluppo economico che indicherà i tempi e le modalità.
Per saperne di più

PASQUALINO DOTT. ROBERTO CELL 334 7588094

PROVINZANO DOTT. MASSIMILIANO CELL 333 7411134

Credito d’imposta per la digitalizzazione delle strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator‏

Il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo per l’anno 2016 (per le spese sostenute nel 2015) ha riaperto i termini per l’accesso alle seguenti tipologie di credito d’imposta.

Credito d’imposta
 per la digitalizzazione delle strutture ricettive, agenzie di viaggio e tour operator – MIBACT – D.M. 12/02/2015 e D.L. 31/05/2014, n. 83, articolo 9.

Soggetti beneficiari
 sono le strutture ricettive, quali alberghi, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi, condhotel, marina resort, etc.; le strutture extra-alberghiere come  affittacamere, ostelli per la gioventù, case e appartamenti per vacanze, residence, case per ferie, bed  and  breakfast, rifugi montani, in forma singola o aggregata con servizi extra-ricettivi o ancillari; le agenzie intermediarie specializzate in turismo incoming e le agenzie specializzate in turismo incoming.

Spese eleggibili:
–         impianti  wi-fi;
–         siti  web;
–         programmi e sistemi informatici per la vendita diretta di servizi e pernottamenti;
–         spazi e pubblicità per la promozione e commercializzazione di servizi e pernottamenti turistici;
–         servizi di consulenza per la comunicazione e il marketing  digitale;
–         strumenti  per la promozione digitale di offerte in tema di inclusione e  di ospitalità per disabili;
–         servizi per la formazione del titolare o del personale dipendente.

L’importo  totale  delle  spese eleggibili è limitato alla somma di 41.666,00 euro  per ciascun soggetto ammesso al beneficio. Il credito d’imposta riconosciuto è pari al 30% del totale delle spese eleggibili sostenute nel triennio 2014, 2015, 2016, fino a un massimo di 12.500,00 euro.

Scadenzario:
Registrazione sul Portale Procedimenti dell’istanza e Invio telematico della domanda (CLICK DAY): 1° gennaio 2016 – 28 febbraio 2016

Credito d’imposta per la riqualificazione e l’accessibilità delle strutture ricettive – MIBACT – D.M. 7/05/2015 e D.L. 31/05/2014, n. 83, articolo 10.

Soggetti beneficiari
 le strutture alberghiere esistenti alla data del 1° gennaio 2012, ed in particolare alberghi, villaggi albergo, residenze turistico-alberghiere, alberghi diffusi, etc..

Interventi ammissibili:
–   riqualificazione edilizia,
–   eliminazione delle barriere architettoniche,
–   incremento dell’efficienza energetica,
– acquisto di mobili e componenti d’arredo destinati esclusivaemnte alle strutture alberghiere.

L’importo totale delle spese eleggibili è limitato alla somma di 666.667,00 euro per ciascuna impresa alberghiera. Il credito d’imposta riconosciuto è pari al 30% del totale delle spese eleggibili sostenute dal 1° gennaio 2014 al 31 dicembre 2016, fino a un massimo di 200.000,00 euro.

Scadenzario:
 Registrazione sul Portale Procedimenti dell’istanza: 11 gennaio 2016 – 29 gennaio 2016
– Invio telematico della domanda (CLICK DAY): 1° febbraio 2016 – 5 febbraio 2016 

Per informazioni non esitate a contattarci

Sostegno a fondo perduto fino al 75% per attività extra agricole in Sicilia

Una delle grandi novità dei nuovi PSR 2014 – 2020 è la possibilità di finanziarie nuove iniziative imprenditoriali in un settore non prettamente agricolo.

A tale misura, per la precisione la 6.4 possono accedere agricoltori e coadiuvanti familiari.

Nel caso della Sicilia (pertanto per le altre regioni verificarne l’ammissibilità le piccole imprese, le microimprese, le persone fisiche potranno ricevere il sostegno per investimenti per la creazione, il potenziamento e l’ampliamento di imprese extra-agricole nelle zone rurali.

Attenzione l’investimento non dovrà riguardare la creazione di attività il cui prodotto finale sia compreso nell’Allegato 1 (ortaggi, allevamento, etc).

Un’altra limitazione è la localizzazione. Il tutto è permesso se l’azienda sarà localizzata in area rurale C e D

Nel caso di start up di giovane (meno di 40) anni avrà diritto ad un premio forfettario di € 20.000 attivando la misura 6.2 (pacchetto start up).

Il beneficiario dovrà predisporre un apposito piano aziendale.

Il piano aziendale dovrà contenere:

Nel caso di aiuti all’avviamento di attività non agricole nelle aree rurali:

La situazione economica iniziale della persona o micro o piccola impresa che chiede il sostegno;

  • Le tappe e gli obiettivi per lo sviluppo delle nuove attività della persona o azienda agricola o micro o
  • piccola impresa.
  • I dettagli delle azioni necessarie per lo sviluppo delle attività della persona o azienda agricola o micro o
  • piccola impresa , come ad esempio gli investimenti, la formazione, la consulenza.

Cosa finanzia la misura?

attività di agriturismo e la diffusione di attività destinate ad incrementare il livello e la qualità di servizi per l’agriturismo e per il turismo: guide, servizi informativi, investimenti in strutture per attività di intrattenimento e divertimento e per attività di ristorazione, servizi di trasporto turistico, realizzazione di negozi e botteghe di prodotti artigianali o tipici;

investimenti per il recupero e la valorizzazione di mestieri e attività artigianali: promuovendo

l’inserimento di giovani in grado di recepire il know how presente sul territorio attivando, ove necessario, le cosiddette staffette generazionali per fare sì che tali competenze non vadano disperse ed, allo stesso tempo, si realizzi nuova occupazione.

attività nel campo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni (TIC) anche mediante

attivazione di servizi di e-commerce o l’utilizzo di nuovi strumenti digitali.

attività imprenditoriali di trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli in prodotti non compresi nell’allegato I;

attività di produzione di energia destinata alla vendita, nel rispetto degli standard di efficienza energetica e, valorizzando a fini energetici le produzioni di biomasse, sottoprodotti, scarti, residui e altre materie grezze

attività di raccolta di biomasse, loro trasformazione e uso per l’alimentazione di impianti per la produzione di energia e per il compostaggio

attività per servizi ricreativi, di intrattenimento, servizi per l’integrazione sociale in genere, servizi di manutenzione ambientale, per la fruizione di aree naturali quali Natura 2000, Parchi o Riserve, fattorie didattiche.

Chi è il coadiuvante familiare?

Può essere considerata “coadiuvante familiare” qualsiasi persona fisica o giuridica o un gruppo di persone fisiche o giuridiche, qualunque sia la natura giuridica attribuita al gruppo e ai suoi componenti dall’ordinamento nazionale, ad esclusione dei lavoratori agricoli.

Qualora sia una persona giuridica o un gruppo di persone giuridiche, il coadiuvante familiare deve esercitare un’attività agricola nell’azienda al momento della presentazione della domanda di sostegno.

Criteri si selezione

  • Grado di innovazione delle strutture
  • Coerenza con gli obiettivi dell’operazione e con gli obiettivi orizzontali (ambiente, clima e innovazione)
  • Localizzazione territoriale dell’impresa con particolare riferimento alle aree con problemi complessivi di sviluppo
  • Tipologia di proponente
  • Miglioramento energetico
  • Rapporto costi/beneficio
  • Attivazione dell’operazione nell’ambito del pacchetto giovani

Entità del contributo

Il sostegno potrà essere concesso con le seguenti aliquote:

– per le attività di agriturismo e di turismo rurale con un’intensità di aiuto del 45%;

– per le attività di trasformazione di prodotti agricoli in prodotti non agricoli nelle zone rurali: con un’intensità di aiuto del 50% .

– per le attività di produzione di energia rinnovabile, il sostegno previsto può essere concesso con gli aiuti “de minimis” con un’intensità di aiuto del 75%.

Inoltre, in alternativa a di quanto sopra, il sostegno previsto in tutta l’operazione e può essere concesso con gli aiuti “de minimis” con un’intensità di aiuto del 75%.

Nel caso di applicazione del regime de minimis l’importo complessivo dell’aiuto concesso ad un’impresa unica non può superare i 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

Nel caso in cui l’operazione concorra alla realizzazione del pacchetto giovani agricoltori insieme, oltre che alla operazione 6.1, anche ad almeno una operazione di un’altra misura del Programma, si applicheranno le condizioni previste per i progetti integrati in tal caso l’aliquota sarà pari al 70%.

Impresa a tasso zero

IMPRESE A TASSO ZERO

Gli incentivi

Gli incentivi sono validi in tutta Italia e finanziano progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro. Le agevolazioni sono concesse nei limiti del regolamento de minimis e consistono in un finanziamento agevolato senza interessi (tasso zero) della durata massima di 8 anni, che può coprire fino al 75% delle spese totali. Le imprese devono garantire la restante copertura finanziaria e realizzare gli investimenti entro 24 mesi dalla firma del contratto di finanziamento.

Requisiti Imprese a Tasso Zero

requisiti richiesti per ottenere il prestito a tasso zero sono:

– costituzione di una piccola impresa o microimpresa;

– costituzione dell’impresa in forma di società, anche cooperativa;

– società composta per la maggioranza da donne o giovani tra 18 e 35 anni;

– costituzione ed iscrizione alla Cciaa della società da non più di 12 mesi, alla data di presentazione della domanda.

Si può comunque domandare il finanziamento anche sotto forma di persona fisica, purchè si costituisca la società entro 45 giorni dalla data di eventuale accoglimento dell’istanza.

investimenti agevolabili

I settori di attività agevolabili dal finanziamento sono:

– Turismo;

– IndustriaArtigianatoTrasformazione dei prodotti agricoli;

– Servizi;

– Commercio;

– Attività turistico-culturali ed innovazione sociale.

Non sono incentivate la pesca, l’acquacoltura e la produzione primaria di prodotti agricoli (trasformazione esclusa), salvo il caso in cui siano effettuate altre attività, e sia tenuta una contabilità separata per le attività elencate.

Per quanto concerne i programmi d’investimento ammissibili al finanziamento, i requisiti sono:

– importo dell’investimento non superiore a un milione e mezzo di Euro;

avvio del programma dopo la presentazione della domanda;

-termine del programma entro 24 mesi dal contratto di finanziamento.

Le spese finanziabili, nel dettaglio, sono:

– macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica;

– terreni (entro il 10% dell’investimento totale), immobili e ristrutturazioni (entro il 40% dell’investimento totale, entro il 70% per il turismo), opere murarie ed edili (entro il 40% dell’investimento totale, non ammissibili per il turismo);

– software e servizi digitali (nei limiti del 20% dell’investimento totale);

– brevetti, licenze e marchi (entro il 20% dell’investimento totale);

– corsi di formazione specialistica dei soci e dei dipendenti (entro il 5% dell’investimento totale).

Non sono ammessi il leasing, il leaseback e la locazione finanziaria, né gli acquisti il cui dante causa sia un socio o un suo parente-affine.

Presentazione e valutazione delle domande

La domanda può essere inviata dal 13 gennaio 2016 esclusivamente online, attraverso la piattaforma informatica di Invitalia.

Si sottolinea che:

  • non ci sono graduatorie, né click-day
  • le domande vengono esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione
  • dopo la  verifica formale, è prevista una valutazione di merito che comprende anche un colloquio con gli esperti di Invitalia

Imprese a partecipazione giovanile e femminile

E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero dello Sviluppo che regola i criteri e le modalità di concessione delle agevolazioni riservate a micro e piccole nuove imprese a partecipazione giovanile o femminile.

Le domande si possono presentare a partire dal 13 gennaio 2016

I programmi di investimento saranno agevolati con un finanziamento a tasso zero, a copertura del 75% delle spese ammissibili: i progetti finanziabili dovranno essere caratterizzati da elementi come l’innovatività e la capacità di sostenere lo sviluppo di settori legati all’imprenditorialità giovanile, primi tra tutti la filiera turistico-culturale e l’innovazione sociale.

Le imprese beneficiarie delle agevolazioni devono avere i seguenti requisiti:

1) imprese costituite in forma di società, comprese le società cooperative;

2) imprese con compagine societaria composta per oltre la metà numerica dei soci e di quote di partecipazione da soggetti di età compresa tra i 18 e i 35, ovvero da donne;

3) imprese costituite da non oltre 12 mesi alla data di presentazione della domanda di agevolazione;

4) imprese di micro e piccola dimensione;

Le domande di agevolazione possono essere presentate sia da imprese già costituite che da persone fisiche che intendano costituire una società: il possesso dei requisiti richiesti, nel secondo caso, dovrà essere dimostrato entro 45 giorni dalla data di comunicazione dell’esito dell’istruttoria. Per le imprese già costituite, invece, il possesso dei requisiti va dimostrato contestualmente alla presentazione della domanda.

Possono essere ammesse a finanziamento iniziative inerenti programmi di investimento non superiori a 1.500.000€ nei seguenti settori:

a) produzione di beni (industria, artigianato, trasformazione di prodotti agricoli);

b) fornitura di servizi (tutti i settori);

c) commercio e turismo;

d) attività riconducibili a più settori, particolarmente rilevanti per lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile (filiera turistico-culturale, innovazione sociale).

Le spese ammissibili riguardano l’acquisto di beni (materiali e immateriali) e servizi rientranti nelle seguenti categorie:

a) suolo aziendale sono ammesse nel limite del 10% (dieci percento) dell’investimento complessivo agevolabile;

b) fabbricati, opere edili / murarie, comprese le ristrutturazioni sono ammesse nei seguenti limiti, in funzione del settore di attività nel quale è promosso il programma di investimento:

·         Produzione di beni nel settore dell’industria, dell’artigianato e della trasformazione dei prodotti agricoli: sono ammesse le spese di costruzione, acquisto e ristrutturazione, nel limite massimo del 40% (quaranta per cento) dell’investimento complessivo agevolabile;

·         Turismo: sono ammesse le sole spese di acquisto e ristrutturazione, nel limite massimo del 70% dell’investimento complessivo agevolabile;

·         Altri settori: sono ammesse le sole spese di acquisto e ristrutturazione, nel limite massimo del 40% (quaranta per cento) dell’investimento complessivo agevolabile;

c) macchinari, impianti ed attrezzature varie nuovi di fabbrica;

d) programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa sono agevolabili nel limite del 20% dell’investimento complessivo ammissibile. Rientrano in tali servizi, a titoli di esempio, le attività di progettazione di architetture telematiche, di hosting, di gestione di data-base, ecc, a condizione che siano connesse all’investimento e funzionali all’attività proposta;

e) brevetti, licenze e marchi sono agevolabili nel limite del 20% (venti percento) dell’investimento complessivo ammissibile  e la spesa deve essere supportata da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato avente specifiche e documentate competenze nel settore di riferimento della spesa; la perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie per poter valutare la congruità del prezzo;

f) formazione specialistica dei soci e dei dipendenti del soggetto beneficiario, funzionali alla realizzazione del progetto:

·         esse devono riferirsi ad una formazione che comporti insegnamenti direttamente e prevalentemente applicabili alla posizione, attuale o futura, occupata dal socio e/o dal dipendente presso l’impresa beneficiaria;

·         sono ammissibili nel limite massimo del 5% (cinque percento) dell’investimento

complessivo agevolabile.

g) consulenze specialistiche sono agevolabili nel limite del 5% (cinque percento) dell’investimento complessivo agevolabile e a condizione che siano connesse all’investimento e funzionali all’avvio delle attività.

Le agevolazioni saranno concesse nella forma di un finanziamento agevolato a tasso zero, della durata massima di otto anni e per un importo non superiore al 75% delle spese ammissibili. L’importo dovrà essere restituito secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate (al 31/05 e al 30/11 di ogni anno). Il finanziamento è concesso ai sensi e nei limiti del Regime De Minimis.

Per qualsiasi chiarimento non esitare a contattarmi

Il passaggio dal regime ordinario 2015

Il regime dei minimi al 5% è accessibile ancora per tutto il 2015, arrivano i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate per chi era stato costretto al regime ordinario e ora vuole passare ai Minimi.

E’ possibile applicare il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità (regime dei “nuovi minimi”), anche per coloro che hanno intrapreso una nuova attività d’impresa, arte o professione ad inizio anno optando per il regime ordinario: è questo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella recente risoluzione n. 67/E del 23 luglio 2015. Inoltre nella medesima risoluzione l’Agenzia ha anche chiarito gli adempimenti da fare per regolarizzare il passaggio dal regime ordinario a quello di vantaggio.

Ripercorriamo però le tappe della vicenda, che come sempre quando si parla di fisco risulta essere alquanto articolata.

La Legge di Stabilità 2015, Legge n. 190/2014 introducendo, dal 1° gennaio 2015 il nuovo regime forfetario, ha disposto l’abrogazione dei regimi fiscali agevolati in vigore nel 2014 ovvero:

  • il regime delle nuove iniziative produttive ex art. 13 della Legge 388/2000;
  • il regime dei “nuovi minimi” ex. art. 27 co. 1 e 2 del D.L. n. 98/2011;
  • il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” ex art. 27 co. 3 del D.L. n. 98/2011.

Tuttavia, per coloro che usufruivano del regime dei minimi è stata prevista una clausola di salvaguardia, consentendo a tali soggetti di continuare ad applicarlo fino alla scadenza naturale, ovvero il termine del quinquiennio dall’inizio dell’attività o il compimento del trentacinquesimo anno d’età.

La Legge n. 11/2015 di conversione al D.L. 192/2014 (decreto “Milleproroghe”) ha successivamente reintrodotto, per l’anno d’imposta 2015, il regime “nuovi minimi”, posticipando di fatto di 1 anno la sua abrogazione: tale regime quindi può essere adottato, oltre che dai soggetti in attività al 31/12/2014 anche da coloro che iniziano una nuova attività anche 2015 (verificati i requisiti previsti dalla norma).

Da un punto di vista operativo la norma, pur accolta con grande favore, lasciava alcune questioni aperte soprattutto per coloro che alla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto “Milleproroghe” avevano già iniziato l’attività applicando il regime ordinario e si sono ritrovati ad avere la possibilità di poter adottare il regime dei minimi (che da molti punti vista rimane quello maggiormente conveniente).

Si tratta sostanzialmente di quei soggetti che:

  • hanno iniziato l’attività tra i 01/01/2015 e il 28/02/2015;
  • se in possesso dei requisiti hanno applicato il nuovo regime forfetario, con imposta sostitutiva del 15%;
  • se non in possesso dei requisiti hanno dovuto applicare il regime ordinario;
  • scoprono a seguito della novità del “Milleproroghe” di poter adottare il regime dei minimi anche per l’anno 2015.

Mentre per i soggetti che avevano applicato il regime forfetario il passaggio al più conveniente regime dei minimi si presenta agevole, maggiori problemi poteva creare il passaggio dal regime ordinario al regime dei minimi: in tal senso utili sono stati i chiarimenti forniti dall’Agenzia nella citata R.M. 67/E/2015.

Innanzitutto, per quanto riguarda l’accesso viene chiarito che, mentre fino al 2014 il regime dei minimi rappresentava un regime naturale per coloro che ne avevano i requisiti, dal 2015 dato che l’applicazione del regime agevolato è diventata una facoltà, il contribuente deve manifestare espressamente la scelta:

  • nel modello di inizio attività (modello A/7);
  • ovvero nel caso in cui non si sia provveduto nel modello di inizio attività l’opzione va evidenziata nella dichiarazione dei redditi per l’anno 2015 (unico 2016) allegando il quadro VO, modello relativo alle opzioni predisposto per la dichiarazione Iva. Questo sarà l’adempimento che dovrà essere eseguito proprio da coloro che hanno iniziato la nuova attività nel 2015, prima dell’entrata in vigore del citato del D.L. 192/2014 (“Milleproroghe”).

Il contribuente poi, passando dal regime ordinario al regime dei minimi deve regolarizzare le fatture che sono state emesse con addebito di iva e rettificare l’iva a credito detratta sugli acquisti:

  • entro trenta giorni dalla pubblicazione della R.M. 67/E/2015 (quindi entro il 22/08/2015) o
  • entro la prima liquidazione Iva successiva.

In particolare dovrà:

  • per le operazioni attive, emettere nota di variazione (nota di credito, da conservare, ma senza obbligo di registrazione ai fini Iva) per correggere l’attribuzione dell’Iva in rivalsa al cessionario o committente; l’acquirente/committente che riceve le note di credito è tenuto a registrarle, salvo il suo diritto alla restituzione dell’importo pagato al cedente o prestatore a titolo di rivalsa.
  • per le operazioni passive, effettuare la variazione in aumento a rettifica dell’Iva sugli acquisti detratta nel primo trimestre.

L’eventuale eccedenza di imposta versata e non dovuta può essere chiesta a rimborso ai sensi dell’art. 21 del D.lgs. n. 546/1992.